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2/13/2008 Ultimo Atto Dopo quasi due anni ritengo sia giunto il momento di dire "addio" a questo blog che, come avrò detto un'infinità di volte, rappresenta una parte di me consistente, in quanto conserva 2 anni di esperienze, emozioni e ricordi... Questo blog ha ospitato tutto di me: la mia ironia, il mio pessimismo, la mia gioia, il mio impegno politico, le mie riflessioni adolescenziali a volte nichiliste, le mie gioie di tifoso sportivo, le mie "cotte" (non parlo mai di innamoramenti, o almeno cerco di evitare, perchè resto dell'idea che Valentino Coppola ancora non ha scoperto e non sa cos'è l'amore), i miei sbalzi d'umore e le mie esperienze di vita quotidiana. Sento il bisogno adesso di voltare pagina come ho già fatto nella mia vita, abbandonando quelle paranoie assurde che ancora tormentavano le mie riflessioni tardo-adolescenziali. Questo non vuol dire però rinnegarsi. E infatti come sempre i miei cambiamenti sono improvvisi e radicali, anche nelle cose più semplici (secondo le persone normali) e più pratiche, come ad esempio un blog. Davanti a me due possibilità: cancellare questo blog oppure tenerlo così, diciamo "cristallizando" per sempre questa fase della mia maturazione. Ho scelto non la via del rinnegamento di me stesso e della cancellazione di questi anni, ma ho scelto di tenere tutto ciò in questo blog e dentro di me, perchè quello che è avvenuto in me non è l'ennesimo radicale ed autodistruttivo tentativo di cambiare vita e di diventare qualcos'altro da me stesso. Questa volta si è trattato di crescere, senza perdere quanto di buono c'è in Valentino, ma mostrando anche il coraggio di voltare pagina in tutti i sensi e di non restare incollato alle mie incertezze. Dico addio a questo blog, ma presto ne nascerà uno nuovo nel portale "Splinder" (l'indirizzo vi apparirà sul mio nickname Messenger), dove continuerà a dare voce alle proprie idee sempre lo stesso Valentino, solo un pò più maturo. Ci sarà spazio per tutto, ci saranno riflessioni sulla politica, sull'arte, sulla vita in generale, sui miei desideri e le mie speranze, sulle mie paure, sulle mie gioie, sui miei amici... Potreste trovarci anche dei racconti letterari sperimentali attraverso cui continuare ad esprimermi, ad essere un libro aperto per gli altri, un libro dal linguaggio spesso difficile ma di cui alcuni capitoli a volte possono essere interessanti e ricchi di fascino. Starà come sempre a voi dirlo. A voi amici miei e a voi sconosciuti visitatori che tante volte avete apprezzato i miei interventi e sono sicuro continuerete a fare. Concludo l'ultimo intervento del "Blog della discordia", consapevole che la discordia è finita, che non c'è più quella lotta nel vivere quei principi che hanno permesso lentamente alla mia complessa personalità di emergere. Ma l'ultima parola la spendo per gli amici che in questi due anni sono stati costanti visitatori del mio blog, che forse potrebbero e dovrebbero sentire questo blog anche loro. Grazie a Luisa, "La capa", che mi ha saputo sempre criticare obiettivamente aiutandomi a non scadere nella banalità, a Simona, la mia cara "Uranietta", così simile a me per impulsività e voglia di affrontare la vita "di petto". Spendo qualche parola in più per Alessandro, "The Vespa's driver"...spero di non "spaventarti" se ti dico che in te ho rivisto e rivedo tanto di me quando avevo la tua età. Ma tu hai una splendida dote in più: quella fermezza e serenità che ti permette di guardare alla realtà intorno a te con maturità, senza perderti nei tormenti dei tuoi stessi sentimenti. Mi ha fatto tanto piacere il fatto che tu hai seguito con costanza i miei interventi sul blog, a te va un gigantesco "grazie". Non posso dimenticare i miei amici più cari, in primis la mia "pissicologa" preferita...Federica, una splendida persona che mi è sempre stata vicino sia nei momenti belli che in quelli brutti. Parlando dei miei compagni di classe mi viene anche da pensare con un pò di tristezza al fatto che vivremo gli ultimi 4-5 mesi assieme e poi chissà... Come ho letto nel blog di una mia coetanea, sono stati davvero "i migliori anni della nostra vita", ma fortunatamente sono abbastanza forte per resistere agli "split" forzati... ma mi sa che persone come Federica, Fabio, Carlo, Paolo, difficilmente riusciranno a liberarsi di me....:) Penso anche a Ottavia che tante volte mi ha lasciato i suoi commenti, a Fabio che anche se nel blog non ha lasciato mai un commento non citarlo sarebbe come voler parlare di calcio senza conoscerne le regole... poi c'è Alessia, un'altra che mi è impossibile non citare, e poi Carlo anche se non sa neanche com'è fatto il mio blog, e poi Paolo che commentava qui durante le sue crisi di astinenza da World Of Warcraft anonimamente, e poi ci sono "Fefuccia", Simona, Silvia, Fabio "Leo" e Marco... non riuscivo a non scrivere i loro nomi... Poi c'è Giulia, verso cui ho diretto forse il più brutto intervento del blog...il nome "Blog della Discordia" nacque anche per quello che era successo con lei... Poi non voglio dimenticare Saverio, che in alcuni momenti è stato per me davvero il mio migliore amico, e poi c'è Giada, così paziente nell'ascoltare i miei sfoghi, poi c'è Marco "arraPATO", che ha lasciato dei bei commenti, e poi un grazie particolare a Giovanna, assidua lettrice e commentatrice nonostante i suoi impegni universitari... Spero di non aver dimenticato nessuno, ma sicuramente l'avrò fatto. E' giunto il momento di concludere quest'ultimo intervento de "Il Blog Della Discordia", e lo farò con una sola parola, importantissima per me. GRAZIE... A TUTTI... Valentino Coppola 1/26/2008 27 Gennaio... Una data da non dimenticare maiL'Olocausto, come qualcuno lo ha definito, lo sterminio del popolo ebraico, la Shoah... Ci sono tanti modi per chiamare una delle più grandi tragedie della storia dell'umanità. E personalmente, conoscendo bene il significato della parola "tragedia", riferita ad un genere teatrale, voglio ricordare a me stesso e a tutti che non ha avuto nulla di teatrale, nulla di finto, ma è stato tutto vero. Circa 6 milioni di persone hanno perso la vita in pochi anni soltanto perchè erano "diversi". Ebrei, zingari, omosessuali, oppositori politici, slavi, l'elenco è lunghissimo...ognuna di quelle vittime non può essere dimenticata, perchè il regime nazionalsocialista, con la sua politica e la follia dei campi di sterminio ha raggiunto il livello più basso di crudeltà raggiungibile dall'uomo. E la vergogna non è di un popolo, o di un'ideologia. E' la vergogna dell'umanità intera che ha permesso in vari modi che ciò avvenisse. Inserisco qui il testo di una splendida e nota canzone di Francesco Guccini, "Auschwitz": Son morto con altri cento, son morto ch' ero bambino, passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento.... Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento nel freddo giorno d' inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento... Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio: è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento... Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento... Ancora tuona il cannone, ancora non è contento di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento... Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà... Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà... Me lo chiedo anche io... Quando l'uomo imparerà? L'umanità che ha permesso la Shoah non è molto diversa dall'umanità di oggi, che chiude gli occhi per "quieto vivere" di fronte a tragedie più o meno celate... Il vento non si è posato, ma purtroppo soffia ancora forte... Rivolgiamo gli occhi a un orrore consumatosi più di sessant'anni fa, e dimentichiamo gli orrori che si consumano ogni giorno in tutto il mondo... Di genocidi dopo la Shoah ce ne sono stati e ce ne sono ancora, ma sono nascosti, dimenticati e/o ignorati... Ci sarà mai una Giornata della Memoria per le vittime del genocidio in Guatemala consumatosi tra il 1960 e il 1990? E qualcuno saprà mai dei 12000 morti di Zanzibar del 1964? Chi sa dello sterminio consumatosi in Nigeria tra il 1966 e il 1968, di cui non si sa il numero delle vittime nemmeno approssimativamente? E i 2 milioni di morti in Cambogia tra il 1975 e il 1979 sono forse ricordati da qualcuno? E si è fatto qualcosa per intervenire sulle stragi in Abkhazia tra il 1991 e il 1993? Qualcuno ricorda vagamente che in Ruanda nel 1994 vi furono quasi 1 milione di morti, completamente ignorati dall'opinione pubblica internazionale? E alla "pulizia etnica" di Milosevic in Bosnia, chi ormai ci pensa più? E i 10000 morti del massacro di Srebrenica nel 1995? E il genocidio tutt'ora in corso in Darfur? Chi ne sa qualcosa? E chi fa qualcosa tra i politici, gli organi di informazione, le associazioni umanitarie ecc. per fare qualcosa di concreto??? La Giornata della Memoria è un'occasione per ricordarci che non abbiamo ancora raggiunto nulla, che non abbiamo affatto imparato, ma che lunga è la strada che porta l'uomo a potersi definire tale con dignità. Calpestare i diritti di un proprio simile non è un comportamento animale, ferino. Molto peggio. E' incarnare in sè quanto di più malvagio esiste nel nostro mondo. E lo facciamo tutti in un modo o nell'altro, nel non sforzarci nella nostra vita quotidiana di vivere in armonia fra di noi. Lo facciamo quando insultiamo l'immigrato, quando ce ne fottiamo se compriamo i prodotti di multinazionali che finanziano guerre civili e stermini di massa, quando diciamo "a me che mi interessa? mica ci guadagno qualcosa!"... sono piccoli gesti che, oltre che dover pesare come un macigno su di noi e sulle nostre coscienze, sommati in milioni, miliardi di persone in tutto il mondo creano l'indifferenza. Creano un mondo uguale a quello che non ha impedito la Shoah. Perciò, non dimentichiamo. Non dimentichiamo gli orrori del passato, non dimentichiamo che di orrori se ne consumano anche in questo momento mentre leggete il mio intervento. Non dimentichiamoci che non siamo migliori. Il genocidio è sempre nato perchè era considerata intollerabile la presenza del "diverso". Teniamolo a mente quando anche noi disprezziamo il diverso, in una società omologata, razzista, piena di pregiudizi, egoista e priva di "umanità". Guardiamo tutti, me compreso che non sono un santo, a quei pochi che davvero accettano la diversità. Sono loro ad aver imparato davvero dalla Shoah e dalla storia. Impariamo anche noi, e non dimentichiamo mai che possiamo essere qualcosa di diverso da quello che siamo stati, ma solo se lo vogliamo. La Shoah non è un qualcosa di lontano, un evento storico del passato, ma è un'eredità che ci portiamo dentro, che ci ferisce da dentro e che ci ricorda quanto possiamo scendere in basso. Impariamo davvero dai nostri errori, e cominciamo a costruire nella quotidianità un mondo diverso... Domani, 27 gennaio, non dobbiamo solo vivere una giornata nel ricordo, ma soprattutto riflettere su quello che siamo e tenere a mente che la Memoria non è un qualcosa che si vive un giorno, ma che ci deve accompagnare sempre. Non dimentichiamo, mai. Per non chiudere gli occhi di fronte al nostro mondo e al nostro tempo. 1/18/2008 ...Ma l'Italia non è un paese normale...Essendo iscritto alla newsletter di Beppe Grillo, mi arrivano quotidianamente le sue email, dove vengono segnalati anche i commenti ai suoi post più interessanti...
Mi ha colpito molto il commento di una persona che ha scritto questo:
"Clemente Mastella cita Fedro: “Gli umili soffrono, quando i potenti si combattono.”
Lascio alle sue parole esprimere il mio sdegno e la mia disillusione nei confronti della classe politica italiana, ma non solo... Sono schifato e deluso perchè mi rendo conto che non c'è al momento via d'uscita da questa crisi... Nessuna parola può spiegare quanto sono disgustato nei confronti di gran parte della classe politica italiana... persino dei cari "compagni", la cui buona volontà a parole è prostituita con servizi, favori e compromessi come un qualsiasi partitino da quattro soldi...
Perdonatemi, non riesco a dire altro... dal punto di vista politico-ideologico sono semplicemente in crisi, e per ora non mi sento in grado di prendere posizione come ho sempre fatto. Aspetto un cambiamento... ma non ci spero... Magari chissà, succede qualcosa che mi fa tornare a credere in un colore politico...boh... per ora sono solo confuso e tramortito, e mi vergogno di appartenere a una nazione con una classe politica (e non solo) così disonesta, corrotta, vile e servile... Sarà una riflessione banalissima e scontata, ma in questo momento riesco a dire solo questo... 1/17/2008 Una delle più importanti email mai inviate in vita mia...Ciao (non metto i nomi per rispetto)... iniziamo subito col dirti che ti voglio bene e che non mi
sento per niente ferito... Non perchè voglio fare il duro, o perchè lo
sono davvero, o perchè non provo nulla... nulla di tutto ciò.
Semplicemente perchè lo sapevo... e anche se è dura per una parte di me
capirlo, sapevo e so che è la cosa più giusta per entrambi. Odio i
numeri, ma un buon 80% di me ha capito che è giusto che sia andata così. Del resto, non per un discorso di paranoie, ma di realismo, lo sapevo fin dall'inizio, e il mio modo di fare un pò duro era un modo per bagnarmi prima di una pioggia sicura... Alla fine è arrivata, ma sono contento lo stesso. Sono contento di essermi bagnato per il piacere di sentire la pioggia cadere su di me, e pazienza se mi raffreddo. Il raffreddore passa in pochissimo tempo e non impedisce di godersi la vita. Perdona la metafora, ma so che hai capito. Sono felice per te, perchè so benissimo che hai fatto la cosa che ti farà stare meglio e che farà stare meglio anche me a distanza di tempo... Ovviamente capiscimi se per ora voglio conservare qualche piccolo ricordo dentro di me, qualche piccola speranza irrealizzata in cui non credere. Non è un modo per farmi male, anzi è un modo per essere felice di quello che ho fatto e di quello che farò. Per te ho solo tre parole: grazie di esistere... grazie perchè mi sento voluto bene, e mai nessun amico e/o nessuna amica mi ha mai dimostrato così tanto il suo affetto. Grazie perchè mi sento importante e forte. Grazie perchè mi sta servendo, mi è servito e mi servirà a crescere, a farmi forza... In fondo, nonostante non abbia un'alta autostima di me stesso per colpa di brutte esperienze, una parte di me sa benissimo quanto valgo... so che quando voglio sono un ottimo amico e una bella persona. Tu mi aiuti a mostrare al mondo la parte migliore di me. E questo succede ogni giorno anche nelle più piccole cose. E' bellissimo perchè mi rende forte di fronte alle mie paure... Anche i piccoli dispiaceri fanno meno male... Ho sicuramente frainteso la nostra situazione, vedendo in una splendida amicizia quello che non c'è. Ma stavolta non me ne pento rispetto al passato, perchè ho la coscienza a posto di aver fatto sempre la cosa giusta, cioè quello che volevo. Senza paranoie. Spero che anche per te sia sempre così, spero che tu non soffra, come non soffrirò io. E non succederà, perchè il tuo amico Valentino ti starà sempre a fianco. Cammineremo sempre insieme lasciando le nostre orme sulla sabbia, e quando vedrai solo due orme non è perchè mi allontanerò , ma perchè sarò lì, nei momenti più difficili, pronto a prenderti in braccio quando non riuscirai a camminare, ad aiutarti come solo un vero amico può farlo. E in fondo l'ho saputo fin dal primo momento che con te avrei avuto una splendida amicizia... Quindi non guardo ad oggi come a un giorno triste, ma come a un giorno bellissimo, un'importante tappa in cui abbiamo definitivamente chiarito quanto ci vogliamo bene. Perchè io ti voglio bene. E anche tu me ne vuoi e lo so. Per questo voglio da te una promessa: non allontanarti mai da me. Non permettere a nessuna situazione o persona di dividerci... ne soffriremmo troppo entrambi e lo sai. Io le mie promesse le mantengo, e ti prometto che non lo permetterò mai a nessuno. Sarò sempre lì, il tuo puntino luminoso pronto a sorridere o a borbottare. La volpe non è stata addomesticata. La volpe ha capito il piccolo principe. E non ha più paura di sedersi accanto a lui. Dì a (noi sappiamo chi) che quando ci vedremo mi deve trattare come un amico normale, come io farò con lui, e di non dire nulla a me su questa storia... mi farebbe male se lui mi vedesse per quello che non sono... e dillo anche ai tuoi amici, ai "nostri" amici... non so se sia un pregio o un difetto, io penso un pregio, ma sono così, mi affeziono facilmente alle persone. Sono stato bene sabato con te e gli altri, spero di poter crescere con voi e col vostro aiuto... Ti giuro, mentre che scrivo sospiro per un sollievo: non sono pronto per innamorarmi, e/o per volere bene in quel senso... e ti giuro di aver avuto paura di sbagliare qualcosa e di rovinare qualcosa con te... ma non è stato così... dentro di me sento solo dolcezza e un immenso affetto per te, e ammirazione perchè sei riuscita a capirmi... forse un pò penso al fatto che ci vado sfigato in questo campo, ma alla fine so benissimo e lo sapevo già da prima che non poteva funzionare, e te l'ho anche detto. Ma non mi pento di nulla. Sono felice perchè in questi ultimi due giorni ti ho sentito lontana, mentre so che ora dopo questa email non mi abbandonerai, mi sarai vicino come io sarò vicino a te... ti voglio un universo di bene, un'infinità di bene... sei la mia migliore amica, una persona per cui sento di valere e per cui vale la pena di farsi forza e superare i propri limiti... sto piangendo mentre scrivo, ma piango di felicità per averti conosciuto. Da troppo tempo non avevo un'amicizia come la nostra, mi sentivo solo, come un viaggiatore al buio in una notte senza stelle... Ma una data la ricorderò per sempre... il giorno in cui ti ho conosciuta... il giorno in cui ho capito che qualcosa stava cambiando, che stava tornando un pò di luce vera nella mia vita... non quella di certe amicizie false, quella che ti fa capire che vali qualcosa... Mentre intorno a me stanno crollando gli ideali e i valori in cui con forza ho sempre voluto credere, mentre sono disorientato e confuso e non so cosa fare, tu mi fai capire di essere una brava persona, mi fai capire che sono importante, che valgo... Non smettere mai di volermi bene, perchè io non lo farò... non smettere mai di aiutarmi, perchè io non lo farò... non smettere mai di essere mia amica, perchè io non lo farò. Ti voglio bene... Grazie di tutto Cercando parole per dar senso a quello che succede dentro e fuori di me Che serata strana questa... mai ho avuto la sensazione così anomala di vedere scorrere tutto attraverso me, e allo stesso tempo lontano da me... E' stata una giornata strana. Professori malati e assenti, compiti in classe andati bene, qualche solita mazzata ma tutto molto strano. Poi oggi pomeriggio... per la prima volta in assoluto ho portato la macchina in modo semplicemente perfetto... poi l'istruttore mi guarda e mi dice: "Da fratello maggiore ti dico una cosa: si vede lontano un miglio che hai qualcosa che non va. Sei tesissimo. E non è la solita tensione da esame vicino. E' la tensione di chi ha casini per la testa. Devi tenerli fuori quando guidi. Nella vita può succederti la qualsiasi ma devi sempre guidare sereno, hai una responsabilità..." Poi in serata un casino assurdo con alcuni amici...l'ennesima prova che chi si fa gli affari suoi campa cent'anni e io morirò si e no a 27 come Kurt Cobain, e non per overdose... E poi questa strana sensazione. Oddio mi sento ridicolmente apocalittico. E forse paranoico. Ma non troppo. Però fa uno strano effetto sapere che mentre sta succedendo qualcosa di importante che in parte ti riguarda tu sei qui seduto e impotente, con quella maledetta paura di svegliarti domani e comprendere che qualcosa che ti farà male è magari già successa ma tu devi essere forte perchè cazzo, non puoi per sempre prendere la vita di petto per crollare al primo sparo..... E possibilmente sei così stupido che non ti accorgi che il primo sparo è a salve e che non ti sei fatto nulla, ma nel frattempo hai gridato e sanguinato senza alcun motivo (in effetti non hai sanguinato, ma è come se fosse). Ecco... le maledette paranoie. Molto più soft di un tempo, ma sempre presenti. Così si passa ad un altro capitolo in cui si pensa che in effetti il finale del film non è ancora stato scritto, e che non è vero che sei del tutto impotente e insignificante nella trama. Dio benedica Brizzi e sua madre che lo ha partorito, santa donna... Quell'uomo ha scritto il libro che mi ha fatto diventare maggiorenne. Un libro che avevo giurato di non toccare mai più però. E invece lo risfoglio. E per giunta rileggendo quelle pagine che non avevo letto con abbastanza attenzione e peso... La cosa strana è che aprendo a caso mi sono balzate agli occhi certe parole che mi hanno lasciato un pò così (chi mi conosce sa)... "[...] Be', potrete capirlo: il vecchio Alex aveva provato in quel momento la pisquanica sensazione che fosse cominciato qualcosa di infinito, qualcosa che valeva la pena di andare a brindare da solo al bar sotto casa travolti dalle pallonate della gioia, anche se all'infinità del tutto, almeno per la prima settimana, il nostro rocker non aveva pensato in modo particolarmente forsennato o pazzesco o. [...]Alex aveva messo avanti fin dall'inizio le sue perplessità sul fatto che lei, cinque mesi dopo, sarebbe stata lontana. Se si fosse fatto prendere troppo -e già gli sembrava fosse proprio così- la separazione gli avrebbe fatto male. [...] non mi spingerò a dire che era -mio Dio- innamorato, ma certo era rimasto un pò stravolto, cazzo. [...] e il vecchio Alex l'immaginava seduta al tavolo di una camera che non aveva mai visto, mentre leggeva: <<Se vuoi un amico, addomesticami>>. <<Cosa bisogna fare?>> aveva chiesto il piccolo principe. <<Bisogna essere molto pazienti>>, aveva risposto la volpe. <<All'inizio ti siederai un pò distante da me, così, tra l'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio, e tu non dirai niente. Le parole sono fonte di malintesi. Ma giorno dopo giorno, potrai venire a sederti un pò più vicino...>>[...] <<Se, per esempio, arrivi alle quattro del pomeriggio, io comincerò ad essere felice sin dalle tre. Più passerà il tempo e più sarò felice. Quando ormai saranno le quattro, mi agiterò e mi preoccuperò: scoprirò il prezzo della felicità.>>" No. Grazie al cielo non sono il vecchio Alex, è vero. E nemmeno la volpe del piccolo principe. Sono solo un puntino luminoso... solo??? Ma che dico? Ma stiamo scherzando? Un puntino luminoso... oddio... solo io posso sapere quant'è bello sentirselo dire... in quel momento altro che puntino luminoso, divento una supernova... Che bello... anche stavolta ci sto riuscendo di nuovo... sorrido... e gli occhi rossi e gonfi lo sono per la felicità. E' vero. Non sono Alex. Io non ho paura nè di cinque mesi, nè di tre anni. Non mi spaventa l'America. Non mi spaventa la Spagna. No. Non ho paura. Pazzesco... Sono felice e sto sorridendo mentre mezz'ora fa avrei scritto di sentirmi "triste e inutile come la birra senz'alcool"... Balle... In questo momento può succedere qualsiasi cosa, ma nulla potrà togliermi la convinzione di essere speciale... difficile, ma speciale... e quello che verrà dopo lo so, sarà solo un immenso sorriso, e un abbraccio. Senza paranoie. Senza domande. Senza parole. "<<[...] ogni tanto salti fuori con queste storie... Guarda che per me sei importantissimo.>> <<Sì?>> <<Certo. Ma perchè fai così?>> <<Dài, Aidi. Lo so che per te sono importantissimo, ma ho sempre bisogno di sentirmelo ridire. Guarda che è bello. E pure tu, non credere che anche se lo dico molte volte sia meno vero, o che...>> <<Ti voglio troppo bene, Alex.>> <<Eh.>>" Anche io ti voglio troppo bene. Hai ragione. La Danimarca giocherà contro l'Italia. E saremo lì a vederla... |
Non che io legga chissà quanto...in continuo aggiornamento...
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